Agatha Kosobucki e Maxim Gregorek hanno progettato una scultura nell'ambito di un progetto presso l'HfbK di Amburgo. La scultura ha una forma quadrata alla quale sono attaccati i materiali restituiti da Zajadacz. Il cubo di vetro trasparente dà l'impressione che le parti restituite fluttuino nell'aria. La scritta "You belong" implica un'interrelazione tra i materiali restituiti e le persone che sono state in contatto con essi nel contesto del loro lavoro. La persona diventa così parte dell'opera d'arte. Seguendo questa metafora, anche noi esseri umani abbiamo ricordi o esperienze negative legate a noi, analogamente alle parti restituite. Dobbiamo affrontarli per fare spazio a qualcosa di nuovo e positivo.
- Senza affrontare il nostro passato, non c'è futuroAgatha Kosobucki "Il mio interesse artistico è dedicato alla dissonanza cognitiva nelle strutture e nelle istituzioni sociali. Le domande sul modo in cui viviamo insieme fanno parte della mia ricerca e influenzano la scelta dei materiali che utilizzo, che confluiscono principalmente nelle installazioni. Grazie alla mia precedente formazione come visual marketing designer, ho sviluppato un interesse per le tecniche multimediali, per cui mi sono specializzata nel campo dei "time-related media" presso l'HFBK di Amburgo, dove ho conseguito il Bachelor of Arts.
Parallelamente all'arte, sto studiando per un Master in Educazione per Ciechi e Ipovedenti all'Università di Amburgo e sto lavorando per unire le due discipline".Maxim Gregorek Maxim Gregorek, nato ad Hannover nel 1994, è un artista mixed-media, autore teatrale e studia arte all'Università di Belle Arti di Amburgo. Nel suo lavoro, Maxim Gregorek esplora i temi dell'identità e le domande ad essa collegate: da dove veniamo? Dove vogliamo andare? Al centro di tutto questo c'è l'essere umano, che è allo stesso tempo produttore e consumatore e quindi plasma e rimodella costantemente l'identità. L'individuo è il prodotto della sua storia, l'attore del suo presente e il creatore del suo futuro.
